news

Obesità infantile: è allarme rosso

 

L’obesità infantile sta assumendo di anno in anno dimensioni sempre più allarmanti:nel 2017 il 5,6% della popolazione infantile mondiale sotto i 5 anni risultava sovrappeso. Gli ultimi dati disponibili forniti dal sistema di sorveglianza sul sovrappeso e l’obesità nei bambini dell’Istituto Superiore di Sanità “Okkio alla Salute” – a seguito di un’indagine condotta su un campione di 48.946 bambini di 8-9 anni rappresentativo di tutte le regioni italiane- parlano di una percentuale di bambini obesi pari a 9,3% del campione analizzato e di bambini in sovrappeso pari a circa il 21%. Junk food, sedentarietà ed altre cause di obesità infantile: ne parliamo con il dr Claudio Puoti responsabile del Centro Epatologia Gruppo INI, Specialista in Malattie del Fegato e del Ricambio, in Malattie dell’Apparato Digerente e in Malattie Infettive nonché Medico Volontario della Marina Militare Italiana. Ha partecipato alle missioni di soccorso Mare Nostrum, Frontex, EUNAVFORMED Sophia, ed è autore del libro “Dialoghi con Pì. Storie di mare, migranti e non solo (Mediterraneo di dolore)”, pubblicato in questi giorni.

Nei bambini qual è il peso corporeo superato il quale si parla di obesità e qual è la fascia di età maggiormente colpita?

La definizione di sovrappeso e obesità non si basa esclusivamente sul peso corporeo, quanto sull’indice di massa corporea (BMI), calcolato dal rapporto peso/altezza al quadrato. Tenendo conto delle numerose variabili legate alla crescita e delle peculiarità dell’età infantile, i valori di riferimento sono diversi rispetto agli adulti. Si può definire come sovrappeso in età pediatrica un BMI superiore a 25 kg/m², e obesità un BMI superiore a 30 kg/m². In alternativa si può calcolare il rapporto circonferenza addominale/ statura. Un valore >0,5 è associato ad un aumento dei fattori di rischio cardiovascolari.

L’obesità infantile è associata ad una scorretta alimentazione, a stili di vita sedentari. È possibile attribuire le ragioni dell’eccessivo peso anche ad una causa genetica o metabolica?
Sicuramente le cause di obesità infantile sono molteplici, non solo collegate a fattori alimentari e a sedentarietà, ma anche ad aspetti sociali, famigliari, ambientali,culturali e genetici. In particolare, fattori genetici ed ereditari concorrono allo sviluppo dell’obesità infantile, in quanto è accertato che i figli di genitori obesi hanno un rischio
maggiore di sviluppare obesità o sovrappeso. Di recente è stato identificato il ruolo delle alterazioni del microbiota
intestinale, cioè l’insieme delle specie batteriche che albergano nell’intestino umano, nella patogenesi dell’obesità.

Quali sono le conseguenze sulla salute?

I bambini obesi hanno un rischio nettamente maggiore di sviluppare da adulti la sindrome metabolica, caratte caratterizzata da ipertensione arteriosa, diabete mellito, ipercolesterolemia ed ipertrigliceridemia, insulinoresistenza, apnee notturne, nonché steatosi epatica (accumulo di grasso nel fegato) e calcoli alla colecisti.

Parlando di prevenzione, quali suggerimenti darebbe ai genitori?
Gli errori principali sono saltare la prima colazione, fare eccessivo consumo di carboidrati e grassi e di bibite gassate, zuccherine e soft drinks, avere scarso consumo di frutta e verdura e non svolgere adeguata attività fisica.
Oltre all’educazione a un corretto stile di vita, ci sono delle terapie farmacologiche
e chirurgiche che possono essere adottate.

È consigliabile ricorrervi nel caso di una bambino/adolescente?
Salvo condizioni chiaramente patologiche, opzioni terapeutiche mediche e soprattutto chirurgiche sono assolutamente da evitare. Adeguati regimi dietetici e attività fisica sono in grado nella maggior parte dei casi di determinare una valida riduzione del peso corporeo. Può capitare che i genitori di un bambino obeso non riescano da soli ad affrontare il problema in maniera efficace.

Presso il Centro per la terapia dell’obesità e del sovrappeso dell’INI dove lei opera offrite un sostegno e dei programmi di cura?
All’ INI operano diversi specialisti con specifiche competenze in ambito nutrizionistico, diabetologico, epatologico. In Istituto è presente un Centro di Epatologia, che affronta quotidianamente numerosissimi casi di steatosi epatica, sovrappeso, obesità, calcolosi della colecisti, con un approccio multidisciplinare integrato con gli altri specialisti.

 

Articolo pubblicato su vvox.it il 24 Febbraio 2019

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi