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Tumori, in aumento tra i giovani quelli legati all’obesità

Lo suggerisce uno studio pubblicato su The Lancet Public Health: nei millennials, il rischio di sviluppare il cancro del colon-retto sarebbe oggi due volte maggiore rispetto a quello che, a parità di età, avevano i nati tra il 1945 e il 1964

 

NON solo giovani sempre più obesi, ma anche giovani che hanno una salute sempre più a rischio. Perché molte forme di cancro legate all’obesità sarebbero in forte aumento nelle nuove generazioni. Come suggeriscono i risultati di un’ampia indagine americana appena pubblicata su The Lancet Public Health, che ha preso in esame i dati relativi all’incidenza di 30 tipi di tumori diagnosticati dal 1995 al 2014 a persone di età compresa tra i 25 e gli 84 anni: malattie che interessano principalmente la terza età si riscontrano adesso sempre di più negli under 50, specialmente nei più giovani.

• MAGGIOR RISCHIO DI TUMORI TRA I PIÙ GIOVANI
Dei 30 tumori presi in esame, 12 sono quelli legati all’obesità secondo l’International Agency for Research on Cancer (Iarc): si va dal tumore del colon-retto a quello dell’esofago, passando per quello della cistifellea, dello stomaco, del rene, del fegato, del pancreas, della tiroide, del seno, dell’endometrio, delle ovaie e il mieloma multiplo. Quello che i ricercatori hanno scoperto è che il rischio di sviluppare il tumore è maggiore nei giovani adulti rispetto alle generazioni più anziane almeno per la metà delle forme di cancro legate all’obesità: tra i tumori più frequenti quelli del colon-retto, dell’endometrio, del pancreas e della cistifellea, nei millennials è circa il doppio se si confronta con il rischio dei nati tra il 1945 e il 1964 a parità di età. E sebbene questi dati riguardino soltanto la popolazione statunitense, anche in Europa sono emerse alcune evidenze sul maggior rischio dei giovani di sviluppare il cancro del colon-retto, per esempio.

• SERVONO NUOVE STRATEGIE
“Considerato il forte aumento di giovani in sovrappeso o obesi e l’aumento del rischio di sviluppare tumori legati all’obesità in queste fasce della popolazione, non possiamo trascurare il peso che avranno queste malattie sia sulla prospettiva di vita che sulla spesa sanitaria”, commentano gli autori dello studio, che riflettono sull’esigenza di trovare nuove strategie per arginare e contrastare la morbilità e la mortalità premature associate alle malattie legate all’obesità. Il pericolo – secondo i ricercatori – è quello di rendere in parte vane le conquiste ottenute negli ultimi anni nella lotta contro il cancro.

• I NUMERI DELL’OBESITÀ
Negli Stati Uniti quello dell’obesità è un vero e proprio problema nazionale: quasi la metà della popolazione americana (oltre il 40%) è obesa, secondo i dati raccolti nel National Health and Nutrition Examination Survey (Nhanes). E già in età infantile e adolescenziale, l’obesità comincia a farsi avanti: circa un bambino o ragazzo su sei è gravemente in sovrappeso. Un problema che riguarda anche il nostro Paese, che conta – secondo le ultime stime del sistema di sorveglianza Passi – un obeso su dieci e tre persone in sovrappeso su dieci, con una quantità di bambini obesi che ci pone nei primi posti in Europa.

 

Pubblicato su repubblica.it l’11 Febbraio 2019

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